L’era del multiplayer?

Sono passati ben dieci anni dall’uscita di Half Life, uno dei primi grandi capolavori della storia videoludica. Da allora i videogiochi e il mondo che li circonda sono cambiati, le nuove innovazioni grafiche e tecnologiche (come il motore grafico di Crysis o il rivoluzionario sistema di controllo della Nintendo Wii) hanno permesso di dare vita a prodotti spettacolari capaci di sconfiggere anche i blockbuster del mercato musicale e cinematografico come nel caso del recente Grand Theft Auto IV.
 
Eppure tutto questo sembra destinato ancora una volta a cambiare. L’avvento di Internet e delle console di nuova generazione ha introdotto nuove possibilità che hanno riscosso non poco successo negli ultimi due anni. Stiamo parlando del netgaming, delle community di videogiocatori che si incontrano per dialogare, discutere del proprio gioco preferito o semplicemente giocare insieme. La semplicità di utilizzo di piattaforme come Xbox Live o Playstation Network ha di fatto consentito a un numero sempre più grande di persone di partecipare al gioco online.

Pochi giorni fa mi sono imbattuto in un’intervista a Phil Harrison, direttore di Atari, riguardo l’uscita del suo nuovo capolavoro, ovvero Alone in the Dark. Phil parlando del gioco, ha espresso le sue perplessità riguardo il futuro dei giochi sngle player. Riguardo le voci che danno Alone in the Dark come ultimo grande gioco single player di Atari, Phil ha infatti confermato la sua opinione detta tempo fa aggiungendo che non si tratta solo di Atari ma di un processo che con molta probabilità coinvolgerà l’industria intera dei videogiochi.

“I just don’t think consumers want to be playing games that don’t have some kind of network connectivity to them, or some kind of community embedded in them, or some kind of extension available through downloadable content.”

La risposta (secca oserei dire) di Ben Mattes (producer di Prince of Persia) non è tardata ad arrivare:

“…there are things you can do in a carefully crafted single player game – experiences you can create, emotions you can elicit and magnitudes of engaging the player – that you’re not going to reproduce in the uncontrolled environment of multiplayer.”

Il single player insomma ha ancora molto da offrire. Produzioni recenti come Bioshock o Half Life 2 lo dimostrano perfettamente. Resta comunque l’idea che i presupposti per un evoluzione ci siano, basta vedere il successo dei DLC (ovvero il download di contenuti aggiunti o espansioni) e degli Achievements di Microsoft: una volta finito un gioco si può ancora “ampliare” l’esperienza. Il mercato ovviamente lo fa l’utenza, si adatta alle esigenze della community (chi ha parlato di community?). Viene spontaneo chiedersi se esista una voce comune in grado di riassumere il pensiero di tutti i videogiocatori. La risposta purtroppo è negativa; a mio modo di vedere il mondo dei videogiocatori è il più vasto e diversificato che ci possa essere. Serve un punto di incontro, un’industria flessibile in grado di creare IL videogioco.

Test Drive Unlimited di Atari, è stato il primo M.O.O.R. (Massively Open Online Racing). Anche la parte single player del gioco era completamente integrata con la modalità online.

E qui forse Phill Harrison ha ragione. Serve una “community”, un luogo di ritrovo dove poter raccogliere le opinioni, le critiche e i commenti dei videogiocatori. Se tutto questo fosse integrato nel gioco non sarebbe fantastico? Io personalmente penso di si. E’ chiaro che il mondo videoludico è spezzato tra chi preferisce i livelli solitari di Max Payne e chi i massacri online di CounterStrike: Source. E’ come il binomio del bene e del male, del bianco e del nero, del single player e del multi player insomma. Citando un vecchio proverbio la verità sta nel mezzo. Ognuna di queste parti ha parecchio da offire. Personalmente vedo l’unione tra single player e multi player come connubio perfetto per il futuro. Atari ci ha già provato con Test Drive Unlimited e il risultato è stato sublime. Il mercato videoludico è in fermento più che mai, i prossimi anni segneranno una svolta fondamentale, non ci resta che aspettare! Io intanto tra una “pcw” e l’altra vado a giocarmi Bioshock 😉

 

 

Annunci

3 Risposte to “L’era del multiplayer?”

  1. r4dio Says:

    continua così , davvero un bel blog [e anche sto post :D]

    cmq io Bioshock l’ho finito da poco , e devo dire che è un gioco fantastico!

  2. TheDarkSlayer Says:

    il singleplayer è qualcosa di diverso, è come leggere un libro o guardare un film, per questo non morirà mai ma conviverà

  3. raz3r Says:

    Grazie per i complimenti 🙂 Anche secondo me conviveranno, spero in una convivenza “condivisa” xD

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: